lunedì 13 giugno 2011

Libera nos a malo


In questo libro Luigi Meneghello esplora, con il consueto humor, la lingua dell’infanzia (la sua infanzia), e con essa gli ambienti, i poveri eroi, i linguaggi dell’epoca: dai mass-media, al fascismo, al latino della Chiesa di allora.
Meneghello è maestro di stile: nei romanzi come nella vita. Partigiano (appartenente al Partito d'Azione), professore universitario, auto-esiliatosi (per 60 anni circa) dopo la seconda guerra mondiale in Inghilterra ad insegnare letteratura italiana.
Dopo essere tornato in Veneto negli ultimi anni di vita (per "motivi personali") muore nel 2007. Risale all'anno prima della morte questa bellissima intervista a "Che tempo che fa" che vi segnalo al seguente link, da cui traspare tutta la sua finezza, riservatezza, educazione, e profonda ironia, doti sempre più rare da trovare.

martedì 7 giugno 2011

Isaac Asimov - Paria dei cieli


Sono particolarmente legato a questo libro dell'Asimov degli esordi (1950) perchè è il primo libro di fantascienza che ho letto nella mia vita. Ricordo ancora molto bene chi, in prima liceo, me lo ha consigliato e anche prestato. Un saluto quindi a Tommaso Pitzorno.

Isaac Asimov - Nemesis


Ritorno all'ovile con un narratore delizioso: Isaac Asimov. Prima di rituffarmi (eventualmente) per l'ennesima volta nei cicli (robot - impero - fondazione) sono partito da un libro per me nuovo. "Nemesis" è una storia indipendente dai cicli e tratta perlopiù di un tema ben noto agli appassionati di fantascienza: la colonizzazione dello spazio. Consiglio, piacevole lettura.

sabato 16 aprile 2011

Dialetto


Nel giorno e mezzo di vacanzina che ci siamo concessi sul lago di Garda, ho letto un altro libretto di Camilleri del commissario Montalbano. Tipica lettura di villeggiatura... ha aiutato a sentirsi in vacanza. La cosa che mi piace di più dei libri di Montalbano è, strano a dirsi per una lettura, il "suono" del dialetto siciliano nei dialoghi e nelle descrizioni. Nel caso di Camilleri, è un dialetto molto "addolcito" all'italiano, sono solo alcune parole, che perlopiù si ripetono permettendoti di imparare facilmente dal contesto il significato.

Ad ogni modo trovo molto spesso che l'uso del dialetto nei romanzi sia una "marcia in più" per lo scrittore (ovviamente se lo sa usare adeguatamente) per descrivere posti, sensazioni, stili e punti di vista.

A Camilleri quindi associo (a mio personale piacere, e superficialità...) alcuni scrittori che hanno inserito positivamente il dialetto nelle loro opere: innanzitutto, da parte di un veneto come me, non posso non iniziare da Luigi Meneghello. E Carlo Emilio Gadda con sul pasticciaccio di dialetti e parlate.

Se volete aggiungere qualche autore particolarmente degno di nota, accetto consigli e suggerimenti.

Acquisti #3

Nella libreria Giunti di Salò (sul bel lungolago bresciano del Garda) mi hanno ispirato un paio di titoli:
  • Qualcosa di così personale, Card. Carlo Maria Martini
  • Il volto e l'anima della natura, Flavio Caroli
entrambi da Mondadori. Nel primo, che devo ancora leggere, penso si parli di meditazioni del cardinale sulla preghiera (qualcosa di così personale, appunto...).
Il secondo, che ho già divorato e che merita un post a parte, è un piccolo saggio sulla rappresentazione della natura nel corso della storia dell'arte.
L'autore è famoso perchè partecipa alla trasmissione di Fabio Fazio con degli approfondimenti su pittori, scultori e movimenti artistici, magari l'avete già visto qualche volta.

OT: LaMalabanda in concorso


Un off topic (ma fino a un certo punto... ) per promuovere la partecipazione al concorso musicale "123prova" della buona vecchia Mala. La canzone con la quale partecipiamo si intitola "La mano di un peccatore", ed è farina del sacco del buon Edoardo, musicata e arrangiata un po' da tutti, Malabanditi vecchi e "correnti". Potete ascoltarla online, votare e lasciarci un commento qui sul sito del mattino.
Il testo integrale, che posto come "consiglio di lettura" (e per questo motivo pienamente in linea con la mission del blog...) invece lo trovate nel primo commento.

mercoledì 23 marzo 2011

Come mi batte forte il tuo cuore


Ho letto volentieri questo libro di Benedetta Tobagi che vi segnalo e aggiungo immediatamente agli 11 libri per il 2011. Benedetta è quasi una mia coetanea (1977), ed è la figlia del giornalista Walter Tobagi, assassinato negli anni bui del terrorismo. Benedetta aveva 3 anni quando il papà è stato ucciso, e questo libro racconta il suo punto di vista. E il suo conoscere suo padre nell'unico modo che le è stato dato, ovvero leggendo i suoi articoli, le sue lettere, i suoi lavori.

Pensavo questo, leggendo il libro. Pensavo a Benedetta, a Giovanni Bachelet, a Agnese Moro, a Mario Calabresi e a quella generazione di figli delle vittime delle stragi che quella maledetta stagione ci ha consegnato, dai quali abbiamo grandi testimonianze di senso dello stato e fiducia nelle istituzioni civili.
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