Seconda opera del nostro prof2punto0, già censito in questo blog per il suo primo "Bianca come il latte, rossa come il sangue".
"Cose che nessuno sa" segue abbastanza lo schema del libro precedente, lo migliora però sotto molti aspetti. A mio parere, i personaggi sono molto meno "stereotipati" rispetto al tentativo precedente e più complessi (soprattutto la protagonista Margherita rispetto a Leo).
Fa eccezione forse la nonna sicula di Margherita, che parla praticamente quasi sempre per "modi di dire" e per vecchie frasi da nonno (o, equivalentemente, da diario di adolescenti)... per carità un concentrato di saggezza, intendiamoci, ma farebbe inorridire il commissario Montalbano, notoriamente allergico ai modi di dire e alle frasi fatte!
venerdì 17 agosto 2012
mercoledì 25 gennaio 2012
Alessandro D'Avenia - Bianca come il latte, rossa come il sangue
Leo, il protagonista del libro è un adolescente, tutto sommato, "positivo": scuola, motorino, calcio, amici, ragazze, dialogo e al tempo stesso chiusura coi genitori, errori e tentativi. L'esperienza della malattia e del dolore lo faranno cambiare, come spesso accade nei canovacci di questi "romanzi di formazione".
Il rischio di questo tipo di scrittura, sempre molto alto, è cadere nel baratro delle "frasi da diario": rischio accettato dall'autore, e direi nel complesso ben affrontato e superato grazie alla trama e a qualche personaggio ben sviluppato.
Lungi da me affermare che nei romanzi ci dev'essere sempre tutto e il contrario di tutto, tuttavia mi permetto di appuntare criticamente solo una cosa. Tra i sogni del seppur positivo Leo, non c'è respiro verso il "fuori" e non c'è apertura verso il sociale: l'impegno "politico", la tensione verso la giustizia sociale, l'utopia tutta adolescenziale del servizio verso "gli altri" al di fuori della cerchia dei conoscenti/amici... questo un pò, secondo il mio modestissimo parere, manca.
Il rischio di questo tipo di scrittura, sempre molto alto, è cadere nel baratro delle "frasi da diario": rischio accettato dall'autore, e direi nel complesso ben affrontato e superato grazie alla trama e a qualche personaggio ben sviluppato.
Lungi da me affermare che nei romanzi ci dev'essere sempre tutto e il contrario di tutto, tuttavia mi permetto di appuntare criticamente solo una cosa. Tra i sogni del seppur positivo Leo, non c'è respiro verso il "fuori" e non c'è apertura verso il sociale: l'impegno "politico", la tensione verso la giustizia sociale, l'utopia tutta adolescenziale del servizio verso "gli altri" al di fuori della cerchia dei conoscenti/amici... questo un pò, secondo il mio modestissimo parere, manca.
lunedì 28 novembre 2011
Da "Il Sole 24 ore", "I rischi della lettura"
Interessante (e impegnativo) articolo tratto da un intervento del critico Alfonso Berardinelli a Urbino al convegno «Dal progetto di lettura di Carlo Bo alla lettura nell'era digitale», lo trovate qui.
Fonte: Il sole 24 ore online
Fonte: Il sole 24 ore online
mercoledì 23 novembre 2011
Corrado Augias, Vito Mancuso - Disputa su Dio e dintorni
Ho avuto la possibilità qualche tempo fa di seguire la trasmissione "Le storie - diario italiano" sul "terzo canale" all'ora di pranzo. Ospite di quella puntata era Vito Mancuso, teologo cattolico e autore, qualche anno fa, di un libro con il giornalista Corrado Augias.
Sono andato a recuperarlo in biblioteca e l'ho letto piacevolmente. Si tratta di un dialogo botta e risposta, pieno di riferimenti filosofici, letterari, religiosi tra Augias, portatore, manco a dirlo, di una visione più "illuminista", e Mancuso, portatore di una visione di fede anche se non sempre, per sua stessa ammissione, pienamente nel solco del magistero della Chiesa Cattolica.
La mia impressione generale è che, nella disputa, sia più il teologo a mettere "farina del proprio sacco" e più originalità nelle idee. Augias probabilmente, portato su un terreno (quello della fede) non suo, si limita a riportare, peraltro con garbo e il giusto piglio critico ma costruttivo, posizioni e concetti perlopiù già conosciuti ai più.
Sono andato a recuperarlo in biblioteca e l'ho letto piacevolmente. Si tratta di un dialogo botta e risposta, pieno di riferimenti filosofici, letterari, religiosi tra Augias, portatore, manco a dirlo, di una visione più "illuminista", e Mancuso, portatore di una visione di fede anche se non sempre, per sua stessa ammissione, pienamente nel solco del magistero della Chiesa Cattolica.
La mia impressione generale è che, nella disputa, sia più il teologo a mettere "farina del proprio sacco" e più originalità nelle idee. Augias probabilmente, portato su un terreno (quello della fede) non suo, si limita a riportare, peraltro con garbo e il giusto piglio critico ma costruttivo, posizioni e concetti perlopiù già conosciuti ai più.
Douglas Lindsay - La bottega degli errori
Dopo aver letto "Il monastero dei lunghi coltelli" ed esserne stato piacevolmente colpito, ho ordinato online il libro che cronologicamente lo precede, ovvero "La bottega degli errori". Sapevo più o meno cosa mi aspettava a livello di stile e di trama, visto che alcuni elementi erano stati dati durante la lettura del primo libro, senza però guastare la "suspance".
Devo dire però che in parte sono stato deluso, poichè rispetto a "Il monastero dei lunghi coltelli", questo libro è meno brillante, ironico, e anche la stessa trama è meno coinvolgente.
Il mio post precedente su Lindsay lo puoi trovare qui.
Devo dire però che in parte sono stato deluso, poichè rispetto a "Il monastero dei lunghi coltelli", questo libro è meno brillante, ironico, e anche la stessa trama è meno coinvolgente.
Il mio post precedente su Lindsay lo puoi trovare qui.
lunedì 24 ottobre 2011
Francesco Guccini - Non so che viso avesse
"Non so che viso avesse... " è il famoso incipit de La Locomotiva, canzone sentita e risentita in tutte le salse e con la quale Francesco Guccini chiude ogni concerto, anche il concerto di Padova di alcuni anni fa a cui ho avuto il piacere di assistere.
Il libro è diviso in due parti: nella prima, scritta dal cantautore, viene presentata sotto forma di piccoli capitoli l'infanzia, la famiglia, la campagna, gli inizi, e qualche particolare della carrieria di Francesco; nella seconda, scritta da Alberto Bertoni, si ripercorre più "didascalicamente" la lunga discografia con approfondimenti sulle canzoni più popolari come "L'avvelenata" e "Eskimo", solo per citare le mie due preferite tra tutte.
Da "ragazzo di città" quale sono io, ho trovato particolarmente simpatici i racconti dell'infanzia nella campagna di Pavana. Sarà perchè ho sempre cercato nei dintorni della mia città posti come quelli dell'infanzia di Guccini...
Il libro è diviso in due parti: nella prima, scritta dal cantautore, viene presentata sotto forma di piccoli capitoli l'infanzia, la famiglia, la campagna, gli inizi, e qualche particolare della carrieria di Francesco; nella seconda, scritta da Alberto Bertoni, si ripercorre più "didascalicamente" la lunga discografia con approfondimenti sulle canzoni più popolari come "L'avvelenata" e "Eskimo", solo per citare le mie due preferite tra tutte.
Da "ragazzo di città" quale sono io, ho trovato particolarmente simpatici i racconti dell'infanzia nella campagna di Pavana. Sarà perchè ho sempre cercato nei dintorni della mia città posti come quelli dell'infanzia di Guccini...
Charles Bukowski - Pulp
In camera di mio fratello a Barcellona c'era questo libretto, noto ai più ma a me personalmente sconosciuto. L'ho iniziato durante quei quattro giorni da turista e, non avendolo terminato, l'ho ri-comprato a Padova.
Ironico, stralunato, è una lettura molto piacevole e scorrevole. Per chi non lo avesse ancora letto consiglio vivamente. Si accettano invece consigli di lettura relativi allo stesso autore.
Ironico, stralunato, è una lettura molto piacevole e scorrevole. Per chi non lo avesse ancora letto consiglio vivamente. Si accettano invece consigli di lettura relativi allo stesso autore.
giovedì 20 ottobre 2011
Ballata per Fabrizio De André - Sergio Algozzino
Graphic novel (fumetto) ispirata ai personaggi delle canzoni di Fabrizio De Andrè. La prostituta, il bombarolo, il giudice, il gorilla, Tito, il pescatore, Marinella, e gli altri personaggi delle canzoni si trovano a vivere di vita propria, e gli rendono omaggio dopo la sua scomparsa.
lunedì 26 settembre 2011
giovedì 8 settembre 2011
Il monastero dei lunghi coltelli - Douglas Lindsay
Il Benjamin Malaussène degli scozzesi?
L'ho scovato per caso in un angolo della Feltrinelli. Ho letto la quarta di copertina e mi ha subito incuriosito...
E la curiosità è stata premiata, è un bel romanzo che si fa leggere con molto piacere!
E' un noir (coltelli, forbici, teste sgozzate, mani tagliate) condito da un brillante e sempre presente humor "all'inglese" che però non toglie nulla alla consistenza della trama misteriosa, da "giallo", e nemmeno alla suspance dei momenti topici della narrazione.
La storia, brevemente, è quella di due poliziotti scozzesi, sulle traccie di un serial-killer, Barney Thompson. Quest'ultimo però è ben lontano dal ritratto del classico criminale... è un barbiere, che per varie vicissitudini si è trovato a dover scappare dalla legge per dei crimini che ha commesso (o che gli sono stati affibbiati). Un capro-espiatorio, quindi, alla malaussène-maniera.
Da leggere.
L'ho scovato per caso in un angolo della Feltrinelli. Ho letto la quarta di copertina e mi ha subito incuriosito...
E la curiosità è stata premiata, è un bel romanzo che si fa leggere con molto piacere!
E' un noir (coltelli, forbici, teste sgozzate, mani tagliate) condito da un brillante e sempre presente humor "all'inglese" che però non toglie nulla alla consistenza della trama misteriosa, da "giallo", e nemmeno alla suspance dei momenti topici della narrazione.
La storia, brevemente, è quella di due poliziotti scozzesi, sulle traccie di un serial-killer, Barney Thompson. Quest'ultimo però è ben lontano dal ritratto del classico criminale... è un barbiere, che per varie vicissitudini si è trovato a dover scappare dalla legge per dei crimini che ha commesso (o che gli sono stati affibbiati). Un capro-espiatorio, quindi, alla malaussène-maniera.
Da leggere.
venerdì 5 agosto 2011
Isaac Asimov - Notturno

Cosa succederebbe se fin dall'alba della civiltà gli uomini non fossero abituati al buio della notte e al luccicare delle stelle? Domanda forse banale per alcuni, ma non per gli habituè della fantascienza. E infatti da questa domanda Isaac Asimov ha ricavato un racconto prima (1941) e un libro poi (1990), scritto a quattro mani con Robert Silverberg.
Romanzo un pò atipico per certi versi, rispetto al "pensiero" asimoviano.
Mi contraddiranno forse i puristi asimoviani, ma ho trovato in questo libro pochi elementi del positivismo (inteso in senso positivo, fiducia nell'uomo e nella sua scienza) tipico di altri cicli, anzi, il finale, è totalmente distante da questo taglio e invece si affida a una specie di "pragmatismo" simil-religioso per governare un'umanità che "naturalmente" tenderebbe verso la divisione e il caos.
Ad ogni modo il libro è consigliatissimo; sicuramente per la prima parte avvincente per il solito (e solido) intreccio misterioso asimoviano, un pò meno per la seconda parte post-apocalittica.
Brian Greene - L'universo elegante

Libro di divulgazione scientifica, astenersi non interessati al genere! L'autore, senza usare formalismi matematici e concetti troppo estranei ai "profani" della fisica moderna, tenta di introdurre i fondamenti della "Teoria delle Stringhe", ovvero un tentativo di risposta a quella che a tutti gli effetti è La Sfida della fisica contemporanea: l'unificazione tra la meccanica quantistica (che vale nell'immensamente piccolo) e la teoria della relatività generale (che vale nell'immensamente grande).
Tentativo di risposta, appunto, perchè nel mondo accademico ancora presenta molti aspetti che i fisici osservano con perplessità.
Da salvare, ad ogni modo, nel libro, l'introduzione appunto alla problematica. Anche un profano non può fare a meno di apprezzare l'appassionante susseguirsi di teorie e passi avanti della scienza moderna.
Isaac Asimov - I Robot e l'Impero

Dopo un luglio di silenzio (nel blog, ma non nelle letture...) torno con qualche lettura da condividere.
"I Robot e l'Impero" è un libro del 1985 (quindi molto più recente dei libri recensiti precedentemente in questo blog), il quarto libro del ciclo dei robot.
I protagonisti sono i robot Daneel Olivaw e Giskard Reventlov, che ovviamente hanno un mistero su cui indagare e vari mondi da visitare prima di scoprire finalmente l'arcano che nasconde il pianeta Solaria.
Il libro è abbastanza lunghetto e non troppo travolgente nel ritmo. La parte più corposa e interessante del libro viene giocata sui dialoghi, soprattutto tra i due robot, che passetto dopo passetto, ragionano sulle tre leggi della robotica e... come dei veri umani, riescono ad andare oltre. Il resto non ve lo racconto, perchè è il mistero da scoprire!
Fuori registro - Domenico Starnone

E' il primo libro di Domenico Starnone che leggo. Mi sono interessato alla lettura dopo aver visto durante l'inverno la miniserie tv con protagonista Luciana Littizzetto nei panni (per lei familiari...) di una professoressa di una scuola superiore alla presa coi suoi studenti, i suoi figli, coi suoi colleghi... in quel mondo immensamente grande che è stato, per tutti credo, la scuola superiore.
Tema che è stato letto, riletto e straletto da intere serie di film, di libri, di canzoni; tema che però non finisce mai di interessarmi, se letto nella chiave giusta. Perchè forse, le superiori, alla fine, sotto sotto, almeno per me, non finiscono mai....
giovedì 23 giugno 2011
Isaac Asimov - Il tiranno dei mondi

Il tiranno dei mondi (titolo originale The Stars, like dust) è il romanzo che segue la pubblicazione (1950 - 1951) di Paria dei cieli. Questi due libri, assieme a Le correnti dello spazio, fanno parte del cosiddetto Ciclo dell'Impero.
Come impianto narrativo, secondo me, molto è simile a Paria dei cieli. Anzi, di più, pur nella diversità della trama, ho notato una quasi-simmetria nei tre personaggi principali e in parte anche nella loro nemesi. La lettura, come per quasi tutti i libri di Asimov, è molto piacevole e coinvolgente, anche se non è sicuramente il romanzo meglio riuscito dello scrittore di origine russa.
Attenzione, infine, al colpo di scena finale.
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lunedì 13 giugno 2011
Libera nos a malo

In questo libro Luigi Meneghello esplora, con il consueto humor, la lingua dell’infanzia (la sua infanzia), e con essa gli ambienti, i poveri eroi, i linguaggi dell’epoca: dai mass-media, al fascismo, al latino della Chiesa di allora.
Meneghello è maestro di stile: nei romanzi come nella vita. Partigiano (appartenente al Partito d'Azione), professore universitario, auto-esiliatosi (per 60 anni circa) dopo la seconda guerra mondiale in Inghilterra ad insegnare letteratura italiana.
Dopo essere tornato in Veneto negli ultimi anni di vita (per "motivi personali") muore nel 2007. Risale all'anno prima della morte questa bellissima intervista a "Che tempo che fa" che vi segnalo al seguente link, da cui traspare tutta la sua finezza, riservatezza, educazione, e profonda ironia, doti sempre più rare da trovare.
martedì 7 giugno 2011
Isaac Asimov - Paria dei cieli

Sono particolarmente legato a questo libro dell'Asimov degli esordi (1950) perchè è il primo libro di fantascienza che ho letto nella mia vita. Ricordo ancora molto bene chi, in prima liceo, me lo ha consigliato e anche prestato. Un saluto quindi a Tommaso Pitzorno.
Isaac Asimov - Nemesis

Ritorno all'ovile con un narratore delizioso: Isaac Asimov. Prima di rituffarmi (eventualmente) per l'ennesima volta nei cicli (robot - impero - fondazione) sono partito da un libro per me nuovo. "Nemesis" è una storia indipendente dai cicli e tratta perlopiù di un tema ben noto agli appassionati di fantascienza: la colonizzazione dello spazio. Consiglio, piacevole lettura.
sabato 16 aprile 2011
Dialetto

Nel giorno e mezzo di vacanzina che ci siamo concessi sul lago di Garda, ho letto un altro libretto di Camilleri del commissario Montalbano. Tipica lettura di villeggiatura... ha aiutato a sentirsi in vacanza. La cosa che mi piace di più dei libri di Montalbano è, strano a dirsi per una lettura, il "suono" del dialetto siciliano nei dialoghi e nelle descrizioni. Nel caso di Camilleri, è un dialetto molto "addolcito" all'italiano, sono solo alcune parole, che perlopiù si ripetono permettendoti di imparare facilmente dal contesto il significato.
Ad ogni modo trovo molto spesso che l'uso del dialetto nei romanzi sia una "marcia in più" per lo scrittore (ovviamente se lo sa usare adeguatamente) per descrivere posti, sensazioni, stili e punti di vista.
A Camilleri quindi associo (a mio personale piacere, e superficialità...) alcuni scrittori che hanno inserito positivamente il dialetto nelle loro opere: innanzitutto, da parte di un veneto come me, non posso non iniziare da Luigi Meneghello. E Carlo Emilio Gadda con sul pasticciaccio di dialetti e parlate.
Se volete aggiungere qualche autore particolarmente degno di nota, accetto consigli e suggerimenti.
Acquisti #3
Nella libreria Giunti di Salò (sul bel lungolago bresciano del Garda) mi hanno ispirato un paio di titoli:
Il secondo, che ho già divorato e che merita un post a parte, è un piccolo saggio sulla rappresentazione della natura nel corso della storia dell'arte.
L'autore è famoso perchè partecipa alla trasmissione di Fabio Fazio con degli approfondimenti su pittori, scultori e movimenti artistici, magari l'avete già visto qualche volta.
- Qualcosa di così personale, Card. Carlo Maria Martini
- Il volto e l'anima della natura, Flavio Caroli
Il secondo, che ho già divorato e che merita un post a parte, è un piccolo saggio sulla rappresentazione della natura nel corso della storia dell'arte.
L'autore è famoso perchè partecipa alla trasmissione di Fabio Fazio con degli approfondimenti su pittori, scultori e movimenti artistici, magari l'avete già visto qualche volta.
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